Le foglie d'oro
di Giuseppe Fanciulli, illustrazioni di Carlo Ceci Giovannino e Lella cercavano i funghi nel bosco.
«Vedrai; – avevano detto alla loro mamma – prima
di sera te ne porteremo un paniere pieno».
«Sarebbe davvero una bella cosa; – aveva soggiunto
la mamma, – perché un paniere pieno si può vendere
anche per cinque lire.»
Erano povera gente e vivevano di stenti. Cammina cammina, il paniere non si riempiva mai.
Quei funghi pareva che lo facessero a posta a
nascondersi! Se ne sentiva l’odore, dovevano essere lì,
sotto quelle foglie di felce, e invece… nulla.
Velenosi, oh sì! A volerne, di quelli, se ne potevano
raccogliere anche dodici corbelli. Verso mezzogiorno i due ragazzi fecero merenda.
Intanto passò di lì un uomo.
– Buon uomo, ci insegna dove si trovano i funghi buoni?
– Al mercato.
E l’uomo tirò di lungo. Poi passò una donna.
– Buona donna, insegnateci dove possiamo trovare
i funghi buoni…
– Ragazzi miei; ci vogliono tre giorni di pioggia
e tre di sole; poi i funghi nasceranno. Aspettate. Finalmente passò una vecchia.
– Cara nonnina, lo sapete dove sono i bei funghi?
– Sono sotto alle foglie d’oro.
E la vecchia sparì per il viottolo.z Le foglie d’oro? I ragazzi non ne avevano mai vedute.
– Se si trovano queste foglie, – disse Giovannino – altro
che funghi! Sarebbe la nostra fortuna.
I due ragazzi si misero in cammino. Ma ora
non guardavano pi? in terra; guardavano le fronde
degli arbusti e degli alberi, con la speranza di veder
risplendere le foglie meravigliose. Tutte le fronde,
in quella giornata d’autunno, erano smorte; qua e là
spiccavano delle macchie rossicce, color di ruggine,
color di rame: oro, no davvero. Il sole, intanto, declinava, e nel bosco cominciava a
calare un velo d’ombra. I ragazzi dovevano essere molto
lontani da casa; si sentivano stanchi e un po’ inquieti.
Un uccello cominciò a far richiami, con una voce triste.
Pareva che dicesse: «Qui! Qui!»; e nessuno gli dava retta. – Torniamo a casa, Giovannino.
– Andiamo avanti ancora un poco, Lella. Pensa che cosa
dirà la mamma, se torneremo con un ramo tutto d’oro!
Pensa quante cose potremo comprare! Tu avrai
finalmente un vestito nuovo, di lana!
Camminarono ancora, e arrivarono all’orlo di una radura.
Lì era sempre giorno chiaro. Lella guardava i quattro
funghi bianchi e neri nel fondo del paniere.
Ma Giovannino gridò:
– Ecco, ecco le foglie d’oro! Sì, da un grande albero spiccava un ramo tutto d’oro,
scintillante nel sole del tramonto. Giovannino si tolse la
giacchetta, e si arrampicò sull’albero. È già su, scuote
il ramo, lo stacca, discende… Le foglie del ramo sono
secche, e nell’ombra non risplendono pi?.
– Non ti disperare; – disse Lella – io già non ci credevo… Mentre diceva così, stava in ginocchio sull’erba,
e si sentì chiamare da un buon odorino.
Sicuro! C’erano, lì, due bei funghi… e poi altri due,
e altri tre… Tutta la radura era gremita di buoni funghi
prataioli. I ragazzi ne riempirono il paniere, ridendo. – E delle foglie d’oro che ne facciamo? –
disse Giovannino.
– Ci copriremo i funghi – rispose Lella. E si avviarono verso casa, cantando.